La lettura, per me, è sempre stato uno spazio interiore, un luogo all’interno del quale la mia coscienza ha potuto elaborare pensieri ed emozioni. Pensieri ed emozioni che si sono rincorsi, accavallati, persi e ritrovati per dare spazio alla pagina bianca che, per chissà quale strana alchimia, si è sempre tinta di inchiostro. Un inchiostro che solo marginalmente appartiene a me perché è il frutto di ciò che la lettura mi ha lasciato. La lettura di un libro non è mai il semplice susseguirsi di parole ma è un lungo viaggio che ci porta all’esplorazione di infiniti mondi che non sappiamo mai dove ci porteranno. Conosciamo il punto di partenza, il luogo da dove salperà la nostra nave ma non sapremo mai il punto di approdo, il luogo dove getteremo momentaneamente la nostra ancora per poter meglio delineare il viaggio dentro noi stessi e dentro quelle pagine che si tingono di vita.
Le pagine di un libro ci insegnano ad accogliere la magia di un viaggio in cui autore e lettore si incontrano e decidono di camminare insieme per far sì che le parole si riempiano di contenuti e ci donino la bellezza della profondità che esse rappresentano e che ci vogliono raccontare. Perché sono bellezza quelle parole che ci invitano ad aprirci a mondi sconosciuti, come sono bellezza quelle parole che, una volta spalancate le finestre del nostro cuore e dei nostri pensieri, arricchiscono il nostro viaggio interiore. Un viaggio volto non soltanto alla conoscenza di noi stessi ma anche dell’Altro. Un Altro che ci rende partecipi della sua storia, del suo vissuto, dei suoi moti interiori, della sua cultura, del suo modo di vedere il mondo.
Ed è a quel mondo che il lettore apre le sue braccia e ne accoglie il fascino. Un fascino che nasce nello stesso momento in cui il lettore trattiene tra le sue mani il libro, lo avvicina alle sue narici e ne annusa l’odore. Un odore che sa di inchiostro, di stampa, ma anche di vita vissuta perché ogni singola pagina ci racconta di quel mondo, delle sue brutture, ma anche della sua bellezza, della sua capacità di prenderci per mano e di renderci partecipi del suo viaggio. Un viaggio ci consente di entrare in quel regno fantastico in cui albergano i suoi pensieri, le sue emozioni, il suo bisogno di raccontare e di raccontarsi per dare vita a quello scambio empatico che ci consente di scandagliare l’animo umano…
Credits © Catena Cancilleri
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